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Le Correnti come percezioni di una realtà virtuale.
Esiste un simbolismo concettuale che va al di là della rappresentazione dell'opera d'arte e difficilmente accetta la valutazione del suo dato estetico come categoria unica di giudizio. Scrive infatti lo storico tedesco Hildebrand che dal momento che l'opera d'arte concepisce la natura come rapporto fra le rappresentazioni del movimento e le impressioni della vista, essa si libera dalle oscillazioni e dal caso. Questo vuol dire almeno due cose: la prima che la soggettività dell'opera d'arte appartiene interamente all'artista e alle sue capacità artistiche. La seconda considerazione che nonostante la conclamata libertà assoluta di espressione da parte dell'artista, l'opera d'arte ha una sua autonomia specifica derivante dall'essere il prodotto di un momento di forte soggettività emotiva. Il pittore Carlo Vicenti, un sensibile artista di casa nostra e che non da ora si pone problemi di liberazione da ogni aspetto formale per approdare ai significati fondanti del cromatismo, in questa rassegna presenta creazioni, opere d'arte, rappresentazioni che vanno al di là dei traguardi indicati. Perchè è impegnato in una sfida estrema e cioè nel tentativo di ritrovare in un solo colore il blu vicentiano tutte le vibrazioni, le suggestioni di una intera tavolozza. Può sembrare paradossale il fatto che un pittore la cui attività si nutre evidentemente dei colori della realtà tutta e di quante altre espressioni cromatiche la fantasia, la sensibilità umana possano realizzare, preferisca il monocromatismo come il campo, l'arena, il luogo del confronto prima di tutto con se stesso. Ma cosè non è. Perchè le correnti di Carlo Vicenti con questo dato oggettivo, sostanziale, esprimono la sfida dell'artista alle ragioni dell'arte. E se non si accetta questo paradigma allora tutto diventa difficile da decifrare, da capire e da interpretare. E la ragione c'è. Le Correnti che il pittore nocese consegna ed affida alle mille sollecitazioni del suo blu in realtà sono le vibranti rappresentazioni delle emozioni, dei sentimenti, dei sogni, delle attese, delle speranze, dei desideri che nutrono il cuore dell'uomo. Nel blu, come nelle profondità inesplorate degli abissi marini le Correnti si muovono come fiumi misteriosi che collegano oceani e mari, sconvolgono le inimmaginabili cartografie dei fondali, passano con disinvoltura sotto i continenti. Certo una metafora esistenziale della condizione umana. E poi le passioni, il turgore dei sentimenti, delle sensazioni del cuore dell'uomo. Ogni qual volta cio è il pulsare dell'animo in sintonia con l'universo. Ed è allora che i fiumi rotolanti che non si vedono mai ma che esistono e di cui avvertiamo presenza e bisogno sono con noi e tra di noi attraverso la immaginifica sensibilità di un artista. In questo senso le Correnti di Carlo Vicenti, ci appartengono interamente.

Michele Campione
Giornalista e Critico d'arte

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Carlo Vicenti ©2006 UNITY.it