Opere
    Biografia
    Critica
    Bibliografia
    Mostre
    News
    Gallery
    Contatti
La nuova produzione scultorea di Carlo Vicenti
“Caduta massi”
“Caduta massi”, la nuova produzione scultorea di Carlo Vicenti, è l’esito di una sperimentale connessione tra identità e radici – rappresentate dalla pietra della Murgia – e personale vissuto quotidiano costituito dalle automobiline del figlio. L’autore non tradisce la predisposizione a sperimentare, a saggiare, a scandagliare nuovi percorsi così come esige la sua indole vivace e indomita.
La curiosità, la passione, l’acume e una caratterizzante “inquietudine dinamica” consentono a Vicenti di scorgere nell’ambiente circostante forme, elementi, oggetti, che aspettano di essere interpretati e valorizzati per diventare fulcro di opere o di installazioni in grado di esternare un messaggio, a prescindere dal valore artistico che eventualmente dette creazioni potranno assumere.
La roccia locale, già utilizzata col materiale informatico nella serie “Emersione”, è ora abbinata a modelli in scala di autovetture e altri mezzi di trasporto: natura e tecnologia ludica!
Le sculture sono costituite da macchinine accostate, lambite o schiacciate da pezzi di roccia in una rappresentazione plastica dei possibili effetti della caduta di massi in una strada di montagna.
Quello che ne scaturisce non è un semplice giocoso passatempi dagli insperati e apprezzabili aspetti estetici. Il divertissement cela un significato allegorico che all’osservatore attento di certo non sfugge. La pietra e la roccia hanno da sempre simboleggiato il cosmo. La pietra in molte culture è la forza della vita e anche la morte; rappresenta spesso le difficoltà per raggiungere la conoscenza, i propri obiettivi.vLe pietre di Vicenti, pertanto, stanno a rappresentare il fato, il destino irrevocabile al quale nessun uomo-macchina può sottrarsi.
Ogni individuo percorrendo la sua strada segnata dal fato non sa cosa lo aspetta. Sarà schiacciato da eventi avversi? Riuscirà a schivarli? Avrà una vita piena di pericoli?
O forse l’autore-vigile nocese vuole farci riflettere sull’ipotesi secondo la quale “faber est suae quisque fortunae”, ciascuno è artefice della propria sorte?
In ogni caso le opere stimolano la curiosità e sollecitano la riflessione: di questi tempi non è poco!

Le opere saranno esposte dal 20 ottobre al 4 novembre al Chiostro delle Clarisse di Noci.
Archivio News
Carlo Vicenti ©2006 UNITY.it